Trasparenza a chiacchiere: la replica all’Assessore Del Sordo
Leggendo il comunicato della vice Sindaco Del Sordo sulla “massima trasparenza” dell’Amministrazione, non posso che registrare una distanza enorme tra le sue parole e i fatti.
Primo fatto: i documenti arrivano solo dopo gli articoli
I documenti KG Project “di cui tutti sapevano tutto” sono stati inviati all’opposizione solo il 24 febbraio, dopo che il mio comunicato è finito su diverse testate e il caso è diventato pubblico.
Se davvero trasparenza significa “sciogliere i dubbi immediatamente”, perché il Comune ha atteso mesi e ha mosso un dito solo quando la stampa ha iniziato a fare domande?
Secondo fatto: la PEC del 30 gennaio non è mai arrivata
L’Assessore ammette che l’ultima PEC del 30 gennaio non è stata consegnata per “limite dimensionale del sistema informatico”, e che solo ora l’ufficio “si scusa”.
Tradotto: in Consiglio si è rivendicato un invio che, tecnicamente, non è mai andato a buon fine. Questo non è un dettaglio: è il cuore del problema che ho sollevato fin dal primo momento.
Terzo fatto: non confondiamo il passato con il presente
Che nel 2025 siano stati inviati link o altri materiali sul project financing non è mai stato messo in discussione.
Il punto è un altro:
- in Consiglio, il 10 febbraio 2026, per giustificare le tesi contro il Comitato e la minoranza, si è fatto riferimento specifico alla relazione KG Project del 26.11.2025, sostenendo che quella documentazione era già stata inviata e che era disponibile “per tutti”;
- alla prova dei fatti, la PEC del 30 gennaio che avrebbe dovuto veicolare proprio quei file non è mai arrivata ai consiglieri di opposizione.
Rievocare note del 2025 per coprire un invio fallito del 2026 non è trasparenza: è spostare il discorso per non rispondere sul punto preciso.
Quarto fatto: se era tutto “già pubblico”, perché nascondersi dietro i 30 giorni?
L’Assessore scrive che gli atti erano sul sito dal luglio 2025. Benissimo: allora perché, dopo la mia PEC del 12 febbraio, ci si è trincerati dietro il termine dei 30 giorni invece di girare in un minuto il link “già pubblico da mesi”?
Se davvero l’obiettivo è “sciogliere subito i dubbi”, il comportamento dell’Amministrazione va nella direzione opposta.
Gli slogan sono facili, i fatti no
“Massima apertura”, “nessuna zona d’ombra”, “trasparenza quotidiana”: sono belle frasi. Ma i fatti dicono altro:
- documenti chiave richiamati in aula non consegnati quando servivano;
- invii PEC rivendicati in Consiglio ma mai arrivati ai destinatari;
- ammissione tardiva di problemi tecnici solo dopo l’esplosione del caso sui giornali.
Non accetto l’invito a “superare le discussioni sui protocolli”:
quando i protocolli servono a capire se un Consiglio comunale è stato informato correttamente o no, non sono cavilli, sono democrazia.
Da parte mia continuerò a fare due cose molto semplici:
- verificare ogni dato e ogni atto;
- denunciare pubblicamente ogni volta che tra quello che viene detto ai cittadini e quello che viene fatto negli uffici c’è un buco, una mezza verità o una bugia intera.
I tortoretani non hanno bisogno di rassicurazioni di facciata. Hanno diritto a sapere esattamente come vengono usati i loro soldi e quali carte vengono portate – o non portate – nei luoghi in cui si decide il futuro del paese.
Consigliere Comunale: Mauro Di Bonaventura