Si sono concluse il 12 aprile, a Giulianova, le riprese de โLa Presentosaโ, il nuovo progetto cinematografico firmato da Cristiana Chris Esposito, che segna un importante passo avanti nel percorso artistico della regista.
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Piรน che un semplice cortometraggio, โLa Presentosaโ si presenta come unโopera dal respiro piรน ampio, vicina a un mediometraggio e capace di distinguersi per intensitร narrativa ed emotiva. Un lavoro che, sin dalle fasi di lavorazione, ha saputo coinvolgere profondamente cast e troupe, dando vita a momenti di forte partecipazione sul set.
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Determinante il contributo delle protagoniste Sara Ciocca e Marta Iacopini, affiancate dalle interpretazioni di Beatrice Manfredi, Claudia Razzi e Tania Angelosanto, che hanno saputo restituire autenticitร e profonditร ai personaggi.
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Particolarmente toccanti anche le performance delle giovanissime Olimpia Camplese, di soli tre anni, e Chiara Dartagnan, appena tre mesi, coinvolte in scene legate al periodo della Seconda guerra mondiale.
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A completare il cast, una presenza maschile significativa con Alessio Cherubini, nel ruolo di un inquietante tenente della Wehrmacht, insieme a Luca Macaluso, Vincenzo Traversa, Massimo Maddaloni e Mario Imperatore.
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Accanto agli interpreti, fondamentale il lavoro della squadra tecnica: dalla direzione della fotografia affidata ad Alessandro Petrini, al comparto trucco, costumi e scenografia, fino alla produzione esecutiva curata dal Circolo culturale Colibrรฌ Onlus. Il progetto รจ stato sostenuto anche da diverse realtร imprenditoriali locali, a testimonianza di una sinergia crescente tra cultura e territorio.
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โLa Presentosaโ si inserisce cosรฌ in un percorso che mira a valorizzare lโAbruzzo come set naturale e creativo, dimostrando come anche realtร come Giulianova possano diventare fucine di produzioni cinematografiche di qualitร .
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Non manca uno sguardo al futuro: lโobiettivo dichiarato รจ quello di trasformare il progetto in un lungometraggio, ampliando ulteriormente una storia che giร ora appare ricca di potenzialitร e capace di arrivare a un pubblico piรน ampio.
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Unโesperienza che conferma come il cinema possa essere non solo racconto, ma anche strumento di promozione culturale e identitaria del territorio.

