Home AbruzzoGiulianova, allarme sulla Chirurgia dell’ospedale: «Torni ad essere un reparto autonomo con un primario»

Giulianova, allarme sulla Chirurgia dell’ospedale: «Torni ad essere un reparto autonomo con un primario»

Il Cittadino Governante contesta la trasformazione in Week Surgery e chiede il ripristino dell’Unità Operativa Complessa. Sollecitata la convocazione urgente della Commissione Sanità con il direttore generale della ASL.

by Riccardo Salvatore
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Torna al centro del dibattito il futuro dell’ospedale di Giulianova, con particolare riferimento al reparto di Chirurgia generale. A sollevare la questione è l’associazione politico-culturale Il Cittadino Governante, che esprime forte preoccupazione per la decisione, attribuita all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e alla direzione della ASL di Teramo, di destinare la struttura giuliese alla cosiddetta Week Surgery.

 

Si tratta di un modello organizzativo che prevede interventi chirurgici di piccola e media complessità, con ricoveri di breve durata, generalmente limitati ad alcuni giorni. Una prospettiva che, secondo l’associazione, rischia di rappresentare un ulteriore ridimensionamento dell’attività chirurgica dell’ospedale.

 

«Continua il declassamento del nostro ospedale e della Chirurgia in particolare», sostiene Il Cittadino Governante, ricordando come nel corso degli anni il presidio giuliese abbia progressivamente perso diversi servizi e reparti, tra cui Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Urologia e Otorinolaringoiatria.

 

L’associazione evidenzia inoltre la perdita di diverse Unità Operative Complesse (UOC), ovvero reparti autonomi dotati di un proprio primario. Tra questi figurano Chirurgia generale e Ortopedia.

 

La situazione della Chirurgia nei quattro ospedali della ASL

Nel documento viene richiamato l’Atto aziendale della ASL di Teramo, secondo il quale la Chirurgia generale di Atri e Sant’Omero è organizzata come Unità Operativa Complessa, rispettivamente con 17 e 16 posti letto.

 

A Giulianova, invece, la Chirurgia è attualmente una Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD), senza un proprio primario e dipendente dalla struttura complessa di Sant’Omero, con una dotazione di 10 posti letto. L’associazione segnala anche che durante il periodo estivo questi posti letto vengono accorpati a quelli di Ortopedia.

 

La prospettiva della Week Surgery viene quindi considerata un ulteriore passo indietro rispetto al ruolo che la Chirurgia giuliese ha avuto in passato.

«Giulianova ha un ruolo strategico per tutto il territorio costiero»

Il Cittadino Governante respinge l’ipotesi che la propria posizione sia dettata da ragioni campanilistiche e richiama una serie di elementi territoriali e demografici.

 

Giulianova conta circa 24.000 abitanti e, insieme alla vicina Roseto degli Abruzzi, rappresenta un bacino di circa 50.000 residenti. A questi numeri si aggiunge l’incremento significativo della popolazione durante la stagione estiva, quando i sette centri balneari della costa teramana registrano un’importante presenza di turisti e visitatori.

 

Viene inoltre sottolineata la posizione baricentrica della città lungo la costa e la presenza di infrastrutture strategiche come porto, stazione ferroviaria e casello autostradale, elementi che rendono Giulianova un punto di riferimento per i collegamenti con il resto della provincia e con le altre aree regionali.

Il timore per il futuro e la proposta di una nuova rete ospedaliera

Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa l’associazione riguarda il futuro del personale medico. Secondo Il Cittadino Governante, una Chirurgia limitata agli interventi di minore e media complessità potrebbe risultare poco attrattiva per i giovani specialisti, aggravando ulteriormente le difficoltà legate alla carenza di chirurghi.

 

Il rischio paventato è che, con il progressivo pensionamento degli attuali professionisti, non si riesca a garantire il ricambio generazionale necessario, fino a compromettere la stessa continuità del servizio.

 

Per superare le attuali criticità, l’associazione rilancia una proposta già avanzata in passato: realizzare una nuova rete ospedaliera provinciale basata su due grandi presidi di primo livello, a Teramo e Giulianova. Il presidio teramano, attraverso una connessione funzionale con l’ospedale dell’Aquila, potrebbe inoltre aspirare a un ruolo di secondo livello.

 

L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare entrambi i poli ospedalieri, completare gli organici, investire nelle tecnologie e sviluppare strutture capaci di attrarre pazienti anche da altre ASL e da altre regioni.

 

La richiesta alla ASL e al Comune

La richiesta principale è chiara: ripristinare a Giulianova una Chirurgia generale come Unità Operativa Complessa, dotata di un proprio primario e in grado di occuparsi anche di interventi di alta complessità. L’associazione chiede inoltre un adeguato potenziamento del Pronto Soccorso.

 

Sul piano istituzionale, Il Cittadino Governante sollecita la convocazione urgente della Commissione Sanità del Comune di Giulianova, con la partecipazione del direttore generale della ASL di Teramo, dottor Di Giosia, per affrontare direttamente la questione e ottenere chiarimenti sulle prospettive del reparto.

 

A sostegno della richiesta, il gruppo annuncia la presentazione di un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale.

 

La questione ora chiama in causa la politica locale e regionale, oltre alla direzione della ASL: il futuro della Chirurgia di Giulianova e il ruolo del suo ospedale nella rete sanitaria provinciale tornano al centro dell’attenzione.

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