Home AbruzzoGIULIANOVA: Chirurgia di Giulianova, svolta o ridimensionamento? Il nuovo modello divide politica e operatori

GIULIANOVA: Chirurgia di Giulianova, svolta o ridimensionamento? Il nuovo modello divide politica e operatori

Dopo il rinvio della conferenza della ASL Teramo, crescono dubbi e preoccupazioni sul futuro del reparto: week surgery e one day surgery al centro del dibattito

by Riccardo Salvatore
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Un cambio di modello che accende il confronto politico e alimenta interrogativi tra cittadini e operatori sanitari. È quello che riguarda l’Unità Operativa di Chirurgia dell’ospedale di Giulianova, destinata a essere riorganizzata secondo i criteri di “Week Surgery” e “One Day Surgery”.

 

La presentazione ufficiale della nuova configurazione, inizialmente prevista per giovedì 16 aprile da parte della ASL di Teramo, è stata rinviata, ma il dibattito è già acceso. A intervenire sono il consigliere regionale Dino Pepe e i consiglieri comunali Alessandra Matone e Oreste Marchionni, che pongono una domanda chiara: quale futuro attende la chirurgia giuliese ?

 

Secondo quanto emerso, il reparto sarà attivo dal lunedì al venerdì, con stop alle attività nel fine settimana. I pazienti non dimissibili verranno trasferiti in altri reparti: individuati, a questo scopo, quattro posti letto all’interno dell’Unità di Ortopedia dello stesso presidio ospedaliero.

 

Una soluzione che, però, solleva più di una perplessità. L’ospedale di Giulianova rappresenta infatti un punto di riferimento sulla costa teramana, soprattutto nei mesi estivi, quando l’utenza aumenta sensibilmente. La riduzione dell’attività chirurgica continuativa rischia, secondo i firmatari dell’intervento, di incidere sulla capacità di risposta alle urgenze.

 

Tra le criticità evidenziate, la disponibilità limitata di posti letto nel fine settimana e la gestione del personale sanitario. In particolare, restano senza risposta le questioni legate alla redistribuzione degli infermieri e degli operatori nei giorni di chiusura, con il timore di un impiego “a rotazione” in altri reparti che potrebbe compromettere continuità assistenziale e organizzazione interna.

 

Dubbi anche sul piano contrattuale: eventuali modifiche al monte ore, al trattamento economico e alla gestione di ferie e straordinari non sono state ancora chiarite.

 

Il nuovo assetto, evidenziano Pepe, Matone e Marchionni, potrebbe sì contribuire a ridurre le liste d’attesa per interventi programmati a bassa e media complessità, ma comporterebbe allo stesso tempo una limitazione dell’operatività. Già dal giovedì, infatti, sarebbero ammessi solo interventi con dimissione entro il giorno successivo, mentre il venerdì le attività dovrebbero concludersi entro le 14.00.

 

Da parte del centrodestra, la riorganizzazione viene invece letta come un potenziamento del servizio, con l’obiettivo di rendere Giulianova un polo specializzato nella chirurgia meno complessa. Una visione che si scontra però con le preoccupazioni espresse da una parte del personale e della cittadinanza.

 

Sul fondo resta il tema delle risorse: secondo i consiglieri, la scelta potrebbe essere legata più a esigenze di contenimento della spesa sanitaria che a una strategia di rilancio. Il rischio, avvertono, è quello di un progressivo ridimensionamento dei servizi e di un aumento della mobilità sanitaria verso altre strutture, con ricadute soprattutto per i pazienti più fragili.

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