Home AbruzzoSANT’EGIDIO ALLA VIBRATA: Minorenne radicalizzato sul web nel Teramano: propaganda estremista e manuali per armi 3D

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA: Minorenne radicalizzato sul web nel Teramano: propaganda estremista e manuali per armi 3D

Blitz della Polizia a Sant’Egidio alla Vibrata: un 17enne fermato e affidato a una comunità. Inchiesta su contenuti neonazisti, violenza e addestramento online

by Riccardo Salvatore
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Un caso che riaccende i riflettori sul fenomeno della radicalizzazione giovanile online arriva da Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, dove un ragazzo di 17 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato e trasferito in una comunità per minori.

 

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, su richiesta della Procura minorile guidata da David Mancini, al termine di un’indagine condotta dalla Digos di Teramo con il supporto della Digos dell’Aquila.

 

Secondo quanto emerso, il giovane sarebbe gravemente indiziato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre che di attività di addestramento con finalità di terrorismo.

 

Le indagini, avviate nei mesi scorsi, hanno preso forma monitorando alcune attività sospette sui social network. Il minore avrebbe diffuso contenuti di matrice suprematista e legati all’ideologia accelerazionista, attirando l’attenzione degli investigatori.

 

Determinante è stata la perquisizione domiciliare, che ha portato al sequestro di dispositivi informatici contenenti un ampio archivio digitale. Al loro interno, gli inquirenti hanno trovato materiale riconducibile a propaganda neonazista, estremismo islamico e documenti che incitano alla violenza e al collasso della società.

 

Tra i contenuti analizzati figurano anche manuali per la costruzione di armi da fuoco con stampanti 3D, guide per assemblare pistole semiautomatiche e istruzioni per realizzare ordigni artigianali. Presenti inoltre testi che illustrano tecniche di aggressione fisica.

 

Particolarmente preoccupanti alcune conversazioni online, nelle quali emergerebbero riferimenti a pratiche esoteriche estreme e ipotesi di violenze nei confronti di persone considerate “inferiori”, oltre a minacce di morte rivolte a un soggetto non identificato.

 

Per gli investigatori, l’operazione ha consentito di fermare un percorso di radicalizzazione già avanzato, interrompendo una possibile escalation che avrebbe potuto sfociare in azioni concrete.

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